Di Gianni Svaldi
direttore.magazine@radicifuture.it
“Mai mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di sé. Un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo senza aver provato mai pena per se stesso.” – David Herbert Lawrence
Le donne ucraine quando parlano sembrano uccelletti. Non importa l’età: cinguettano così veloce che le parole si accavallano in suoni più che frasi. Anche quando sono infelici, il loro cinguettio non smette. Ieri nel mio albergo in Albania ho condiviso la sala con un gruppo di donne ucraine, accompagnate solo da due autisti: nessun uomo, ed è chiaro che non si tratta di una scelta. In Ucraina, dal febbraio 2022, gli uomini sono al fronte: mariti, figli, fratelli combattenti in una guerra che prosegue anche quando è lontana dalle cronache. La mobilitazione generale di Zelenskyj riguarda principalmente gli uomini di età compresa tra i 25 e i 60 anni che sono idonei al servizio militare. Inoltre, è stato imposto un divieto di lasciare il paese per tutti i maschi di età compresa tra i 18 e i 60 anni.
Putin e Zelenskyj non danno cifre definitive: la contabilità dei caduti sarà ricostruita solo col tempo, forse mai davvero. Le stime più prudenti e affidabili parlano oltre un milione tra morti e feriti tra i russi. Le perdite ucraine sono diverse a seconda delle fonti: da 60.000 fino a quasi 400.000 morti militari, più una quantità analoga di feriti. I civili ucraini uccisi sono almeno 13.000 secondo le Nazioni Unite, ma fonti locali segnalano numeri ben più elevati e difficile da verificare.
Qui in Albania, e più in generale nei Balcani, la guerra in Ucraina si sente di più. A dividerla dall’Italia non c’è solo una piccola striscia di mare.
C’è un dettaglio che colpisce. Mentre scrivo, le donne ucraine continuano a fare selfie, a sorridere e prepararsi per uscire dalla hall. Cinguettano anche da tristi. Mi torna in mente una delle rare poesie che amo: “Mai mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di sé. Un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo senza aver provato mai pena per se stesso.” Sono versi di David Herbert Lawrence, dai suoi Quaderni di poesia.
Alla fine, in guerra gli unici che hanno ragione sono i morti e chi li piange.



















