Have your best baby

“Scegli il tuo bambino”: ecco i figli su misura tra genetica e IA

Nucleus Genomics lancia a New York un servizio di analisi genetica degli embrioni tramite IA che permette ai genitori di scegliere il “miglior” figlio possibile: più sano, più bello o più intelligente. Per circa 10 mila dollari la piattaforma valuta fino a 20 embrioni, stimando rischi di malattie, tratti fisici e capacità cognitive. Un modello di “eugenetica di mercato” che apre interrogativi etici e sociali: accessibilità solo per i ricchi, possibile creazione di vantaggi genetici per le élite e trasformazione della genitorialità in un processo di selezione. Il dibattito pubblico si scontra con una domanda cruciale: chi potrà permettersi figli “ottimizzati” e chi no?

Fine vita e masse: perché la scelta delle Kessler riguarda tutti

L’editoriale riflette sul gesto finale delle gemelle Kessler, che riapre la domanda centrale del dibattito sul fine vita: a chi appartiene la vita? La loro scelta mette in luce il conflitto tra libertà individuale e controllo della società, spesso mascherato dall’idea di “bene comune”. Il testo sottolinea come la società contemporanea, pur celebrando il culto dell’io, tema l’individuo autentico e autonomo, preferendo la sicurezza della massa. Le Kessler ricordano che l’autodeterminazione non è un gesto contro la collettività, ma il fondamento della dignità umana, e che ogni volta che il singolo si piega alla pressione sociale si perde libertà, verità e ragione.

Donne d'Ucraina in vacanza in Albania

Il cinguettio delle donne d’Ucraina

Donne ucraine in Albania, lontane dal fronte ma non dal cuore della guerra di Putin e Zelenskyj. Tra sorrisi e selfie, portano la forza silenziosa di chi vive l’assenza dei propri cari in battaglia. Il conflitto in Ucraina dal 2022 conta milioni di morti tra soldati e civili, mentre le donne sfidano il dolore con coraggio e resilienza quotidiana.

maturità scuola

Maturandi più competenti degli insegnanti? La risposta è nascosta nei dati Ocse

Esami di Maturità: gli studenti tremano, ma i dati OCSE-Piaac svelano un paradosso. I giovani italiani (16-24 anni) superano molti adulti—compresi i docenti—in competenze chiave come comprensione, matematica e problem solving. L’Italia investe poco in formazione continua, e le capacità acquisite svaniscono nel tempo. Il vero problema? Il Paese non sa valorizzare ciò che costruisce. Fa pensare. Fa male. Ma è vero.