Il vino che uccideva: quarant’anni dalla strage del metanolo

Nel marzo 1986 esplode in Italia lo scandalo del vino al metanolo: una sofisticazione criminale che porta a 19 morti, 23 persone accecate in modo permanente e 153 intossicati. Il racconto ripercorre le prime vittime (Armando Bisogni e Renzo Cappelletti), spiega cos’è il metanolo e perché è letale anche in piccole dosi, e ricostruisce il meccanismo della frode usata per “alzare” rapidamente la gradazione del vino.

L’inchiesta coinvolge aziende tra Piemonte, Veneto e Puglia e porta a un processo avviato nel novembre 1991, con condanne fino a 16 anni e conferme in Cassazione nel 1994; tra i principali responsabili viene indicato Giovanni Ciravegna. Il testo sottolinea anche l’impatto economico e reputazionale sul vino italiano (crollo di fiducia e vendite, danno all’export) e la lunga ricostruzione basata su controlli, tracciabilità e cultura della qualità. La narrazione è in prima persona: l’autore, allora giovane studente, lavorava in un laboratorio d’analisi di cantina e racconta dall’interno il clima di quegli anni e il monito che il “metanolo” rappresenta ancora oggi.

Sanremo, l’IA e il ritardo che l’Italia non vuole vedere

L’uso goffo dell’intelligenza artificiale durante il Festival di Sanremo 2026 non è un episodio isolato: è il sintomo di un ritardo culturale e politico strutturale che affligge l’Italia. Un ritardo che nel 2023 aveva già prodotto il tentativo — unico in Europa occidentale — di bloccare l’accesso a ChatGPT attraverso il Garante della Privacy.

I dati lo confermano. Il rapporto AGID 2025 ha censito 120 progetti di IA nella pubblica amministrazione italiana: meno di uno su cinque ha indicatori per misurare i risultati. Solo il 40% delle PA lavora con dati strutturati secondo standard riconosciuti. La Strategia nazionale per l’IA 2024-2026 è stata definita da giuristi “tautologica ed evanescente”. Il gap rispetto agli altri Paesi — sei anni sull’Europa avanzata, dodici su Stati Uniti e Cina — non è tecnologico: è una scelta.

Le conseguenze sono concrete: fuga dei talenti, migrazione interna dal Sud al Nord, economia dei borghi e dei B&B come risposta di sopravvivenza. Mentre l’Italia guarda al passato, il presente avanza senza aspettarla.

Have your best baby

“Scegli il tuo bambino”: ecco i figli su misura tra genetica e IA

Nucleus Genomics lancia a New York un servizio di analisi genetica degli embrioni tramite IA che permette ai genitori di scegliere il “miglior” figlio possibile: più sano, più bello o più intelligente. Per circa 10 mila dollari la piattaforma valuta fino a 20 embrioni, stimando rischi di malattie, tratti fisici e capacità cognitive. Un modello di “eugenetica di mercato” che apre interrogativi etici e sociali: accessibilità solo per i ricchi, possibile creazione di vantaggi genetici per le élite e trasformazione della genitorialità in un processo di selezione. Il dibattito pubblico si scontra con una domanda cruciale: chi potrà permettersi figli “ottimizzati” e chi no?

Fine vita e masse: perché la scelta delle Kessler riguarda tutti

L’editoriale riflette sul gesto finale delle gemelle Kessler, che riapre la domanda centrale del dibattito sul fine vita: a chi appartiene la vita? La loro scelta mette in luce il conflitto tra libertà individuale e controllo della società, spesso mascherato dall’idea di “bene comune”. Il testo sottolinea come la società contemporanea, pur celebrando il culto dell’io, tema l’individuo autentico e autonomo, preferendo la sicurezza della massa. Le Kessler ricordano che l’autodeterminazione non è un gesto contro la collettività, ma il fondamento della dignità umana, e che ogni volta che il singolo si piega alla pressione sociale si perde libertà, verità e ragione.

maturità scuola

Maturandi più competenti degli insegnanti? La risposta è nascosta nei dati Ocse

Esami di Maturità: gli studenti tremano, ma i dati OCSE-Piaac svelano un paradosso. I giovani italiani (16-24 anni) superano molti adulti—compresi i docenti—in competenze chiave come comprensione, matematica e problem solving. L’Italia investe poco in formazione continua, e le capacità acquisite svaniscono nel tempo. Il vero problema? Il Paese non sa valorizzare ciò che costruisce. Fa pensare. Fa male. Ma è vero.