Radici Future – Legalitria aderisce a Piazze connection, la rete nazionale dei festival antimafia

19 Maggio 2023
SalTo foto presentazione

Presentata oggi al Salone del Libro 2023 “Piazze connection” la rete nazionale dei festival antimafia cui aderisce Radici Future Produzioni – Legalitria.

Nello stand T78 del Pad oval, questa mattina i più importanti operatori nazionali nel campo delle rassegne contro le mafie e dei progetti lettura all’interno delle scuole, hanno presentato l’iniziativa sottolineando come oggi sia più che mai importante un dialogo e un’azione comune tra movimento antimafia, amministrazioni territoriali, scuole, forze culturali e intellettuali.

Durante la presentazione del progetto sono intervenuti: Giovanna Barni, Nuccio Iovene, Leonardo Palmisano, Carmelo Rollo, Danilo Chirico, Giulia Di Girolamo, Paolo Lattanzio, Nicola Leoni e Giusi Toto come rappresentanti delle associazioni fondatrici: Culturmedia Legacoop,Legacoop Nazionale, Legacoop Puglia, Radici Future Produzioni-Legalitria, Associazione daSud, Fondazione Trame, Edizioni Caracó, Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, l’Università di Foggia.

Vincere le mafie si può e si deve partendo dalla formazione delle nuove generazioni e agendo in primis sul piano culturale; questo vuol dire ripensare oggi a parole e azioni adattandole alla società contemporanea. Il rischio altrimenti è che la lotta alla mafia sia percepita dalle persone come qualcosa di obsoleto, più legato alla storia che al presente e che suscita quindi una condivisione superficiale e poco efficace.

“La cooperazione è centrale nell’attivare percorsi contro le mafie, perché pratica lo stare insieme come sostanza della legalità” ha evidenziato Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia al termine dell’incontro.

“Piazze connection – ha sottolineato Leonardo Palmisano, presidente di Radici Future Produzioni – parte dunque dalla consapevolezza che l’antimafia ha bisogno di rigenerarsi, adattandosi alla società attuale e alle nuove dinamiche di potere, ripensando il rapporto con le istituzioni e partendo dal presupposto che come la società anche la mafia si evolve e pur presentandosi meno sanguinaria di un tempo dimostra oggi una accresciuta capacità di infiltrarsi nella politica, nell’economia e nel tessuto produttivo del Paese arrivando a costruire un vero e proprio metodo di organizzazione economica e sociale”.

A questo ci si oppone ribadendo l’importanza dei principi di legalità come cardine della società e per farlo occorre una reale connessione con la vita vera delle persone intervenendo sulle politiche di sistema, sul welfare, sul mercato del lavoro e sugli appalti.

In foto: da sx Barni, Palmisano, Leoni, Rollo, Di Girolamo, Iovene, Chirico

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