Dieci anni senza Mandela

5 Dicembre 2023
Melson Mandela (ph. lasanta.com.ec )

DI Ilenia di Summa

Il 5 dicembre di 10 anni fa moriva Nelson Mandela, detto anche Madiba (dal nome del clan di origine), icona mondiale dei valori di pace e di libertà. Per l’occasione, presso la Sala Matteotti del Parlamento italiano si terrà un convegno centrato sulla sua figura e sull’eredità etica che ha lasciato. Nel corso dell’incontro, dal titolo “Nelson Mandela, uomo della pace, della libertà, dell’uguaglianza e delle opportunità”, saranno presi in esame gli aspetti salienti della sua vita e del suo impegno in difesa dei diritti di tutti; contestualmente, sarà proiettato un video e verranno letti alcuni brani tratti dalle sue opere e dai suoi discorsi.

Nato a Mvezo, in Sudafrica il 18 luglio 1918, Nelson Mandela è stato un convinto attivista e si è battuto per i diritti delle persone di colore, contro l’apartheid (segregazione razziale), in vigore nel suo Paese fra il 1948 e il 1991. Laureato in Giurisprudenza, incominciò il suo impegno politico nel 1942: fu tra i fondatori della lega giovanile dell’Africa National Congress, di cui divenne presidente nel 1950. Dedicò le sue energie alla causa anti Apartheid, anche a costo della propria libertà: fu arrestato la prima volta nel 1956 con l’accusa di alto tradimento, ma il processo si concluse anni dopo con l’assoluzione; nel 1962 fu nuovamente arrestato per aver partecipato a manifestazioni di protesta e condannato a 5 anni di carcere; infine, nel 1964 venne condannato all’ergastolo per alto tradimento e per aver preso parte alla lotta armata.

Durante i 27 anni trascorsi in carcere, Nelson Mandela continuò la sua lotta, sostenuto da un movimento internazionale nato per chiedere la sua libertà. Nel 1985 rifiutò la possibilità di accedere alla libertà vigilata, in quanto condizionata all’abbandono della lotta armata.

Famoso è il messaggio che fece recapitare dal carcere e che invitava alla mobilitazione “Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’Apartheid!”.

La liberazione avvenne l’11 febbraio 1990, grazie all’intervento del Presidente sudafricano Frederik W. De Klerk; negli anni seguenti partecipò alla campagna elettorale e il 27 aprile 1994 vinse le elezioni, diventando il primo Presidente di colore del Sudafrica. Un momento altamente significativo nella vita di Nelson Mandela fu la consegna del Nobel per la Pace, ottenuto nel 1993, insieme a Frederik W. De Klerk, con la seguente motivazione: “Per aver svolto un ruolo decisivo nello smantellamento del sistema di segregazione razziale nel loro Paese”.
Sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica gli hanno conferito le massime onorificenze civili.

Questo decimo anniversario, a ridosso della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, che quest’anno compie 75 anni, è sicuramente un’occasione per riflettere sull’eredità morale del leader che annientò l’Apartheid e che può essere sintetizzata in una delle sue celebri frasi: “Non mi giudicate per i miei successi, ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi”.

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