Milano: addio paninari, in Piazza San Babila si spegne “Mc”

30 Novembre 2022
Mcdonalds

DI Ilenia di Summa

Un’altra pagina di costume sta per essere consegnata ai ricordi. Il 6 dicembre è prevista la chiusura definitiva del Mc Donald’s di Piazza San Babila, già Burghy, il primo fast food in stile americano aperto in Italia negli anni 80.

Secondo quanto riportato da alcuni media, a determinare la chiusura sono stati i costi elevati per il rinnovo del canone d’affitto. Troppo alti persino per un colosso come Mc Donald’s, che in questi ultimi anni ha dovuto fare i conti con la scia lunga della pandemia. Così, lo storico locale, che come si è detto, prese il posto di Burghy, luogo iconico per i “paninari degli anni 80” chiude i battenti, senza possibilità di ripensamenti, come avvenne nel 2015. Nessun problema, fortunatamente, per i 35 dipendenti, tutti ricollocati in altri fast food milanesi.

Proviamo a ripercorrere questi quattro decenni. Aperto nel 1981, Burghy offriva, per la prima volta nel nostro Paese, l’opportunità di mangiare cheeseburger e bere milkshake. Isabella Toniolo, sindacalista e all’epoca dipendente Burghy, racconta al Corriere della Sera: “La gente veniva da noi a mangiare non solo perché era di moda, ma anche perché i prezzi erano più che abbordabili”.

Ma per gli adolescenti milanesi il Burghy non era solo questo. Abbandonato il bar “Al Panino”, fino a quel momento, loro “quartier generale”, cominciarono a riversarsi al Burghy, soprattutto il sabato pomeriggio, dando vita ad un fenomeno di costume che caratterizzò l’intero decennio: erano accomunati dal desiderio di divertirsi, e per niente interessati alla militanza politica, che aveva, invece, caratterizzato il comportamento di gran parte dei giovani degli anni 70.

I paninari si riconoscevano per l’abbigliamento: indossavano un bomber, verde o nero, oppure un giubbotto in jeans, o ancora il piumino lucido Moncler, i jeans firmati Levi’s 501 e le scarpe rigorosamente Timberland. Anche gli accessori erano uguali per tutti: zaini Invicta, calze Burlington, occhiali RayBan e cinture El Charro. Tutte le ragazze esibivano una borsa Naj-Oleari.

Al Burghy consumavano cheeseburger, kingfish, big burghy, patatine, milkshake al gusto di banana, fragola e cioccolato e si esprimevano mediante un gergo di loro invenzione, che venne ripreso dai film dell’epoca e dalla televisione: in Drive In, l’attore Enzo Braschi impersonava un paninaro, vestito come tutti i paninari, che comunicava con espressioni paninare.

Nel 1986 arrivò in Italia Mc Donald’s, che faticò non poco ad affermarsi, proprio per la concorrenza della catena Burghy, assorbita successivamente dal colosso Mc Donald’s. Cambiarono le insegne luminose, ma per anni il Mc Donald’s di Piazza San Babila è rimasto il luogo simbolo di una fetta di gioventù che ha caratterizzato un’epoca. Ora tutto questo sta per finire. Spazio alle novità. E spazio anche a qualche attacco di nostalgia, guardando il luogo reso storico e iconico da un’insegna che presto sarà spenta per sempre.

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