Legambiente: città inquinate, rischi per la salute

1 Febbraio 2023
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DI Ilenia di Summa

Emergenza smog nelle città italiane. Legambiente ha redatto e pubblicato il nuovo report dal titolo “Mal aria di città. Cambio di passo cercasi”, nell’ambito della Clean Cities Campaign e ha reso noti dati decisamente preoccupanti: nel 2022, i livelli di inquinamento atmosferico, in molte città, si sono confermati alti e lontani dai limiti normativi fissati per il 2030.

Il report ha preso in esame la concentrazione di polveri sottili (PM10, PM2.5) e di biossido di azoto (NO2) nei capoluoghi di provincia. Gli esiti fanno riflettere: ben 29 città su 95 monitorate hanno superato i limiti relativi agli sforamenti di PM10, fissati a 35 giorni l’anno con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi per metro cubo. Le città che hanno fatto registrare il maggior numero di sforamenti sono state: Torino con 98, seguita da Milano con 84, quindi, Asti con 79, Modena con 75, Padova e Venezia con 70. Per contro, al momento sono solo 23 le città italiane che rientrano nella soglia disposta dalla Direttiva europea, che entrerà in vigore il 1^ gennaio 2030 (20 µg/mc); pertanto, se fossimo già nel 2030, avremmo il 76% di città “fuorilegge”.

È pur vero, che nessuna fra le città italiane monitorate ha superato le medie annuali fissate dalla vigente normativa, tuttavia, questo non è sufficiente per garantire la salute dei cittadini.

Il report sottolinea come la decrescita dell’inquinamento sia troppo lenta e che questo rappresenta un rischio per la salute delle persone, esposte a concentrazioni inquinanti elevate. Inoltre, pone l’accento sul fatto che il rispetto della normativa vigente sia una condizione necessaria, ma non sufficiente, in considerazione dei valori, ancora più stringenti di quelli fissati dalla Direttiva europea, suggeriti dall’OMS, per evitare danni alla salute e rendere più salubre la vita nelle nostre città.

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha dichiarato: “In Europa, lo smog è la prima causa di morte prematura, derivata da fattori ambientali. L’Italia registra un triste primato, con un quinto dei decessi dell’intero Continente. È necessario agire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini, introducendo politiche efficaci ed integrate, che incidano sulle diverse fonti di smog, dalla mobilità al riscaldamento degli edifici, dall’industria all’agricoltura”.

Per il risanamento ambientale, Legambiente punta su 6 cardini: il passaggio dalle ZTL (Zone a Traffico Limitato) alle ZEZ (Zone a Zero Emissioni), limitando fortemente la circolazione di veicoli inquinanti, fino alla totale scomparsa; l’attuazione di un piano finalizzato alle LEZ (Low Emission Zone) anche per il riscaldamento, con la dismissione di caldaie tradizionali a vantaggio di sistemi alimentati da fonti rinnovabili; la promozione di abbonamenti al Trasporto Pubblico e al Trasporto Rapido di Massa (TRM), grazie anche agli investimenti previsti dal PNRR; l’incremento della Sharing Mobility, ovvero la condivisione di servizi di mobilità (bici, auto, scooter elettrici, monopattini); la strutturazione dello spazio pubblico urbano a misura d’uomo, attraverso il modello “città dei 15 minuti”, dove si può trovare tutto ciò che serve con spostamenti a piedi, mentre in auto si può viaggiare a non più di 30 Km orari; infine, il progressivo passaggio al “Tutto Elettrico”, grazie a un servizio di autobus elettrici per il trasporto pubblico, come stanno già sperimentando in alcune città della California e in Olanda. “La salute è un diritto e non può essere un compromesso” ha concluso Stefano Ciafani.

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