La Corte Suprema degli Stati Uniti annulla la sentenza “Roe contro Wade”

28 Giugno 2022
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DI Ilenia di Summa

Il 24 giugno 2022, la Corte suprema degli Stati Uniti ha annullato la sentenza “Roe contro Wade” che garantiva l’accesso costituzionale all’interruzione volontaria di gravidanza in tutti i 50 Stati dell’Unione.

La sentenza, datata 1973, era considerata una pietra miliare nella giurisprudenza statunitense in materia di aborto ed è stata ribaltata dalla Corte suprema con la sentenza “Dobbs contro Jackson Women’s Health Organization”. Il caso ha riguardato la costituzionalità di una legge dello Stato del Mississippi del 2018, che metteva al bando l’aborto dopo la 15ª settimana di gravidanza nella gran parte dei casi; le Corti federali di grado inferiore avevano sospeso l’entrata in vigore della legge, considerandola incostituzionale e provocando il ricorso alla Corte suprema. Il ribaltamento della sentenza, deciso dal voto favorevole dei sei giudici conservatori (tre dei quali nominati dall’ex presidente Donald Trump), ha assegnato nuovamente ai singoli Stati la possibilità di legiferare in materia di aborto, imponendo o meno restrizioni o divieti sull’accesso. Fra le motivazioni, i giudici hanno sostenuto che “La Costituzione non fa alcun riferimento all’aborto e nessun diritto del genere è implicitamente protetto da alcuna disposizione costituzionale”.

“Oggi è un giorno triste per la Corte suprema e per il Paese”- ha detto Joe Biden. “La Corte suprema Usa ha portato via un diritto costituzionale”. Ribaltare la sentenza è “un tragico errore”, frutto di una “ideologia estrema”, dominante nella Corte suprema Usa, – ha aggiunto il presidente, ammonendo che ora “sono a rischio la salute e la vite delle donne nel Paese”.

Una decisione “crudele e scandalosa” – ha sottolineato la speaker della Camera negli Usa, la democratica Nancy Pelosi e ha assicurato che i democratici continueranno a battersi per le donne e per i diritti.

Non si sono fatte attendere reazioni da tutto il mondo. “Abolire il diritto ad abortire è un colpo terribile ai diritti umani delle donne” ha affermato l’Onu, dopo la decisione della Corte Suprema Usa. Boris Johnson ha condannato la decisione come “un grande passo indietro”, aggiungendo “Io ho sempre creduto nel diritto di scelta delle donne”. “L’aborto è un diritto fondamentale per tutte le donne. Bisogna proteggerlo. Esprimo la mia solidarietà alle donne le cui libertà sono oggi rimesse in discussione dalla Corte suprema degli Stati Uniti”, ha scritto su Twitter, in francese e inglese, il presidente francese Emmanuel Macron.

Il pronunciamento della Corte suprema è una grossa vittoria politica per i Repubblicani, che da tempo stavano portando avanti una campagna a livello nazionale per ribaltare la “Roe contro Wade”. Il giudice conservatore Samuel A. Alito Jr. nelle motivazioni della sentenza ha affermato: “Il ragionamento alla sua base era eccezionalmente debole, e quella decisione ha avuto conseguenze dolorose. È tempo di rispettare la Costituzione e riconsegnare il tema dell’aborto ai rappresentanti eletti dalle persone”.

La sentenza, che ha effetto immediato, renderà di fatto impossibile l’interruzione di gravidanza in tredici Stati, in cui le leggi statali limitano già in maniera molto stringente l’aborto. Secondo il New York Times questa sentenza “Trasformerà la vita del Paese, condizionerà la politica nazionale e porterà a un divieto totale di praticare l’interruzione di gravidanza in metà degli Stati.

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