“Entro un anno l’AI in cattedra”, ed è subito dibattito

15 Maggio 2023
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Di Ilenia di Summa

Orizzonte Scuola ha recentemente riportato le dichiarazioni di Bill Gates: secondo il patron della Microsoft entro un anno e mezzo gli assistenti virtuali e i modelli multimodali, come ChatGPT, potranno aiutare i bambini nell’apprendimento della lettura e della scrittura, sostituendo, almeno in parte, la presenza degli insegnanti.

Nel corso dell’evento ASU+GSV, tenutosi a San Diego, Bill Gates, il co-fondatore di Microsoft, rispondendo ad alcune domande poste dai partecipanti in merito alla possibilità che ChatGPT possa sostituire i docenti in un prossimo futuro, ha affermato: «Penso che ci saranno sempre insegnanti umani, ma penso anche che la tecnologia che offriremo a questi insegnanti diventerà migliore, le lezioni diventeranno più interessanti e ciò aiuterà gli studenti a concentrarsi di più sulla propria formazione».
« Tale innovazione, ha concluso Gates- avrà un grande impatto sociale, in quanto permetterà a tutti di usufruire di un valido aiuto nel processo di apprendimento, venendo incontro alle esigenze di quelle famiglie che non possono permettersi il supporto di insegnanti umani ».

Non si è fatta attendere la reazione del sindacato Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) che pur non avendo intenzione di fare “muro” rispetto all’avanzamento tecnologico a disposizione della didattica, e riconoscendolo come utile strumento se teso a migliorare gli apprendimenti degli alunni, ha comunque avanzato alcune perplessità.

“Siamo convinti dell’utilità dell’intelligenza artificiale nella crescita culturale e formativa dei giovani – ha sottolineato il presidente Aneif Marcello Pacifico – ma mettiamo subito in chiaro che l’intervento umano ha una efficacia e un’incisività che nemmeno può essere paragonabile. È bene rimarcarlo fin d’ora, in tempi non sospetti, perché non vorremmo che si insinuasse l’idea, negli anni, di introdurre le tecnologie a scapito del docente”. “Forse stiamo esagerando e sicuramente anticipando i tempi -ha proseguito il sindacalista- ma è bene che tutti conoscano fin d’ora che gli obiettivi raggiungibili con questo genere di supporti devono rimanere dei mezzi sempre guidati e mai in sostituzione dell’insegnante”.

Il dibattito aperto da tempo sugli algoritmi generativi, sempre più complessi e capaci di assolvere compiti specifici con straordinaria efficienza, si arricchisce di un nuovo capitolo, ancora da scrivere: rappresentano una preziosa opportunità per l’istruzione o un’inquietante minaccia per gli insegnanti?

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