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8 Marzo 2022: meno femminicidi ma aumentano i reati spia

11 Mar 2022 - 2022, News

8 Marzo 2022: meno femminicidi ma aumentano i reati spia

DI Ilenia di Summa

In occasione della Festa della donna, più propriamente definita “Giornata internazionale dei diritti della donna”, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza rende noto un dato confortante: è calato, in Italia, il numero dei femminicidi. Tuttavia, la medesima analisi, condotta dal Servizio analisi criminale della Criminalpol, mette in evidenza il preoccupante fenomeno dei “reati spia”, in costante crescita.

Per avere una più chiara percezione del fenomeno della violenza contro le donne, pertanto, è opportuno considerare i cosiddetti “reati spia”, indicatori molto significativi, in quanto espressione di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica.

Esaminando per primi gli atti persecutori (stalking) si rileva un trend crescente del numero di reati commessi, non sufficientemente scoraggiati dalle azioni di contrasto poste in essere. Nello specifico, a fronte di un’incidenza media nazionale di 29,04 reati commessi ogni 100000 abitanti, si registra un aumento del tasso nelle regioni meridionali.
In particolare, nell’ultimo anno, l’incidenza dei reati commessi, rapportati alla popolazione residente, risulta più elevata in Sicilia, Campania e Puglia. Le regioni in cui, invece, è stata rilevata un’incidenza minore sono il Veneto, le Marche e il Trentino Alto Adige.

I maltrattamenti contro famigliari e conviventi presentano un’incidenza nazionale di 37,43 reati per 100000 abitanti, e anche in questo caso le regioni meridionali e il Lazio evidenziano un numero più elevato di casi.

Per quanto concerne i reati di violenze sessuali, a fronte di una media nazionale di 8,27 ogni 100000 abitanti, l’Emilia Romagna presenta il dato peggiore: 13,47, mentre la Calabria fa registrare il dato più basso: 5,12.
Approfondendo l’esame per il solo 2021, emerge che le donne vittime di omicidio costituiscono il 39% dei decessi; di queste, il 93% erano maggiorenni e l’82% italiane.

In riferimento al modus operandi, negli omicidi volontari di donne avvenuti in ambito familiare/affettivo si rivela preminente l’uso di armi improprie e/o armi bianche, che ricorre in 56 casi; in 23 eventi sono state utilizzate armi da fuoco. Seguono le modalità di asfissia/soffocamento/strangolamento (14 omicidi), lesioni o percosse (6 eventi) ed avvelenamento in 4 casi.

Secondo la Criminalpol: “I numeri confermano la necessità di riservare alla violenza di genere la massima attenzione, non solo nella prevenzione e nel contrasto, ma anche nel supporto alle vittime e nelle campagne informative mirate a rimuovere quegli ostacoli socio-culturali che, prevedibilmente, faranno sì che il fenomeno persista anche nel prossimo futuro”.

La ricorrenza dell’8 marzo può contribuire a modificare quei modelli culturali basati su una marcata asimmetria di status, la quale alimenta la disparità di genere e, spesso, si traduce in comportamenti prevaricanti e violenti.


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