Silvano Trevisani è giornalista, racconta da 40 anni Taranto e la Puglia
A Taranto il Contratto Lega - M5S fa sognare... solo sognare
Silvano Trevisani | 19 May 2018

La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Dice un adagio abusato e pacchiano ma realistico. È la via scelta da Salvini-Di Maio che minacciano gli italiani di una felicità da favola. Che gli italiani non si meritano!

A chi possa interessare, se non a Di Maio, che i suoi 44.000 iscritti abbiano in maggioranza votato sì alla bozza, non riusciamo a capirlo. Sarebbe come chiedere ai calciatori di una squadra che sta per giocare la finale di Champions League, avendo vinto i gironi, se vogliono confermare l’allenatore! V’immaginate che dicano: “basta, datecene un altro!” Aspettiamo prima che perdano la finale, semmai, e poi chiediamoglielo! Chissà se interesserà a lui sapere che un articolo che metteva allo spiedo la revisione del diritto di famiglia, prevista sul loro contratto, su “La Repubblica” online ha avuto 3,6 milioni di mi piace! Non è anche questa una consultazione online?

Vale la pena soffermarsi sui contenuti del contratto? No! Sarebbe come bastonare un lattante. Da tarantino mi soffermo solo su quello che leggo sull’Ilva, che è un florilegio:

“Con riferimento all’Ilva, ci impegniamo, dopo più di trent’anni...” cosa sono quei trent’anni? L’età di Di Maio che ha cominciato a impegnarsi mentre allattava? “...a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla progressiva chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere alla bonifica sullo sviluppo della Green Economy e delle energie rinnovabili e sull’economia circolare...”. E che vor dì? Si sarebbe chiesto Felice Allegria. Che si continua a produrre ma chiudendo lo stabilimento e investendo sul verde? No, perché si parla di migliori standard mondiali. Allora si chiudono reparti inquinanti e sulle bonifiche si rinnova l’industria del Sud? (a proposito è una delle rare citazioni della parola Sud!). Boh, non è scritto così e comunque… si salvaguardano gli occupati, anche se il come è tutto da immaginare e sembra più che altro un preventivo disinnesco di reazioni contrarie. Non nego che con le tasse che pago sulla pensione che mi è costata quarant’anni di lavoro, con due figli disoccupati, quindi candidati al reddito di cittadinanza, vivendo in una città inquinata e abbandonata dalla storia, il contratto mi fa sognare. Appunto: solo sognare!

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