I PIOPPI salveranno TARANTO? Un esperimento di fitorimedio sta dando ottimi frutti
Silvano Trevisani | 22 September 2017

Il successo dell’esperimento di fitorimedio realizzato in zona Cimino, grazie alla collaborazione tra il Centro educativo Murialdo, l’Università di Bari e il Cnr. Ne parliamo con padre Nicola Prezioso, presidente del Cem

TARANTO – È possibile coniugare in maniera produttiva due emergenze di tenore diverso, a volte opposto, come quella ambientale e quella occupazionale, per innescare un processo virtuoso di crescita? In realtà territoriali come quella di Taranto, che sconta da decenni il difficile equilibrio tra sviluppo e occupazione?
Al di là degli slogan che si vanno ripetendo, è possibile e lo dimostrano alcune esperienze pratiche che si vanno facendo in questi anni. Lo evidenzia, in particolare, un’esperienza nata quasi per caso, alcuni anni fa, dall’incontro di un’emergenza vissuta dal Centro educativo Murialdo, ente morale che fa capo alla comunità religiosa dei Giuseppini del Murialdo, impegnata nella creazione d’impresa, il Cnr e il polo ionico dell’Università di Taranto. Ebbene, proprio da questo incontro, nato dall’impellenza di risolvere un problema che avrebbe potuto avere anche risvolti penali, è scaturito un progetto che ha fatto già parlare di sé negli ambienti scientifici e che è suscettibile di ulteriori sviluppi, molto interessanti. Ne parliamo con padre Nicola Preziuso, parroco di Gesù Divin Lavoratore, nel travagliato quartiere Tamburi, oltre che presidente della Fondazione Cem (Centro educativo Murialdo).
Tutto nacque, molti anni fa, per la decisione dell’Anas di dismettere una Casa cantoniera nel primo tratto della Statale 106: il Cem chiese e ottenne in affidamento come proprio centro. Nel 2008, a pochi mesi dalla scadenza del 20simo anno, l’Anas, per evitare che la struttura fosse acquisita per usucapione, intimò la riconsegna immediata.
“Di fronte a questa situazione – ci spiega padre Nicola, che è presidente del centro – dovemmo metterci alla ricerca di una nuova struttura che ci ospitasse e la individuammo in un’area di 4,5 ettari che la Marina Militare stava dismettendo nei pressi di Cimino, sul Mar Piccolo, e che aveva ospitato una centrale elettrica”.
Dopo una serie di incontri e sopralluoghi con il Demanio, cui ci rivolgemmo tramite l’arcivescovo Benigno Papa, nel settembre 2010 venne disposta la concessione che venne sottoscritta il 1° ottobre 2010, dalla Fondazione Centro educativo Murialdo onlus, con la firma contestuale della Marina.
“Quando assumemmo la responsabilità dell’area – prosegue padre Nicola – ci rendemmo conto subito della situazione drammatica in cui versava. Da premettere che nei precedenti mesi di marzo-aprile, la Marina aveva dovuto, previo un sequestro disposto dalla magistratura e relativa ingiunzione di bonificare, liberare l’area da un’enorme quantità di materiale di risulta. Quando subentrammo nella gestione, coinvolgemmo l’Arpa perché effettuasse un’analisi approfondita del terreno, che doveva essere libero da contaminazioni, poiché nei nostri progetti c’era l’apertura dell’area a una fruizione esterna. Grazie all’intervento di monsignor Papa, ottenemmo che venisse effettuata subito una ricognizione. Ebbene: dall’esame del suolo scaturì che per 4 ettari, occupati anche da olivi secolari, non vi era alcun tipo di problema, mentre nel restante mezzo ettaro, invece, fu riscontrato un forte inquinamento da Pbc con valori 4/5 volte superiori alla media e di metalli pesanti (3/4 volte oltre ma media)”.
Ma i risultati dell’analisi si trasformarono in una spada di Damocle per il Cem. L’Arpa dispose l’obbligo di pubblicazione dei risultati, che furono inviati a tutti gli organismi competenti.

“Credemmo così di aver adempiuto al nostro dovere. Ma nel gennaio 2011 ci giunse dalla Regione Puglia un’ingiunzione di bonifica immediata. Inutilmente spiegammo che non eravamo i proprietari: rischiavamo dal punto di vista penale. Provammo a quantificare i costi di una bonifica ma risultarono proibitivi: 33.000 euro la sola caratterizzazione, ma oltre 300mila euro per bonificare. Impensabile per un’associazione che vive col 5 per mille”.
Come uscirne? Come Cem proponemmo alla Regione, dopo aver effettuato delle ricerche, di ricorrere a un esperimento di “fitorimedio”. La Regione ci mise in contatto col Cnr e Università di Taranto partì così, grazie alla disponibilità dell’attuale rettore Antonio Felice Uriccho. Il progetto sperimentale prevedeva l’impianto di alberi di pioppo per il risanamento del suolo.
L’area, con la supervisione del Cnr e dell’Irsa, viene ripulita, arata, arricchita con compost, irrigata a goccia. E a marzo 2013 parte la piantumazione di 1750 talee di pioppi, rametti alti una spanna di una varietà incrociata capace di trattenere nelle radici i metalli e scomporre le molecole di Pcb. I pioppi, denominati Monviso, sono un incrocio tra due pioppi che erano rispettivamente utilizzati per la loro capacità di d neutralizzare i molecole di Pbc e i metalli pesanti. “Il Cnr – ricorda il religioso – ci disse che servivano quattro anni per i primi risultati, ma già dopo 14 mesi i Pcb erano rientrati nella norma e i metalli dimezzati”.

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Oggi quei pioppi sono alti 16 metri e hanno un fusto di circa 10 centimetri, e altri 700 sono stati aggiunti che oggi hanno già un’altezza di 7/8 metri, un altro boschetto fittissimo, una pianta ogni mezzo metro, un filare ogni due metri. Tutti i lavori sono stati eseguiti, grazie a un protocollo tra il Cem e il Tribunale di Taranto, da detenuti della Casa circondariale o condannati per reati pecuniari, oltre ad alcuni giovani immigrati sostenuti dalla Caritas.
Grazie a questo progetto, il Polo Scientifico e Tecnologico “Magna Grecia” con capofila l’Università degli Studi di Bari ha ricevuto il Premio Innovazione Amica dell’Ambiente 2015 di Legambiente per il progetto di ricerca di riqualificazione ambientale. “Ma ora – spiega con entusiasmo padre Preziuso – il nostro progetto va avanti e sogniamo, oltre che di realizzare alcune strutture accessorie, soprattutto di realizzare una serra di produzione del pioppi, in linea con il nostro doppio obiettivo che incrocia alla creazione d’impresa, quindi la promozione dell’occupazione, anche la salvaguardia del creato, che è un compito specifico cui ci chiama la Chiesa. Restituendo intanto, alla comunità una delle zone più belle e spettacolari, affacciate su Mar Piccolo”.
Il Cem e padre Preziuso di sogni ne hanno anche altri, per rendere questa esperienza un punto di riferimento, capace di “far scuola” e creare occupazione. Ma è evidente che occorrono economiche che si potrebbero incrociare attraverso l’iniziativa pubblica ma anche l’imprenditoria privata, che potrebbe affiancare quello che si preannuncia come un’idea molto “produttiva”.

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